Links nei widgets. Google: devono avere il “nofollow”

Stavolta da Google l’han detto chiaro e tondo: i links nei widgets devono contenere il tag “nofollow” per non passare link-juice. Non è certo una novità ma la presa di posizione stavolta è chiara. Altrimenti: penalizzazione.

Per widgets si intendono delle mini applicazioni che fanno riferimento ad altri siti mentre sono ospitati sul nostro (un esempio su tutti è il link al gestore delle statistiche del nostro sito).

Spesso il codice di queste applicazioni contiene un link al sito dello sviluppatore o al sito web del prodotto: il link deve contenere anche il tag “nofollow”.

Questa regola di Google, tra le tante, vale anche per i widgets dei grandi social network? Dovrebbe. Per dissipare ogni dubbio ho contattato due tra i più noti portavoce di Google che, stavolta, non hanno fornito risposta. Segno che, probabilmente, non tutti i widgets creano problemi.

Ad ogni modo se il link fa riferimento ad un sito non pertinente con il nostro è bene usare il “nofollow“.

L’opacità di Google, in questo caso, mette in luce ancora una volta una tematica cara a tanti SEO Specialist: Google è davvero in grado di riconoscere se un link è stato acquistato oppure suppone soltanto penalizzando senza certezze? Per molti Google non è in grado di riconoscere la bontà o meno dei links (salvo quello di piattaforme dichiaratamente a pagamento) per cui promuoverebbe una sorta di “paura” tra i webmasters al fine di garantirsi il loro modo di lavorare secondo le linee guida.

Per chiarire i dubbi bisognerebbe tentare delle attività e rischiare delle penalizzazioni.

Non sono certo i siti aziendali, o quelli dei clienti, i siti per fare dei test.

13 settembre 2016 by